Un pericoloso volano del militarismo in Europa

Nelle ultime settimane il regime ultrareazionario di Zelensky supportato dalla NATO ha attaccato con sciami di droni alcune infrastrutture della Russia imperialista, la quale ha risposto con ritorsioni missilistiche.

Sul terreno la guerra d’attrito prolungata vede una pressione russa su alcuni settori del Donbass con la conquista di aree fortificate.

L’Ucraina ha perso circa il 20% del proprio territorio, tra cui le regioni più ricche, e ha ora un accesso al mare fortemente limitato, ad Odessa.

È esausta e rovinata dopo una lunga guerra per procura imposta da una cricca di corrotti e di fascisti che ha trascinato la classe operaia e le masse lavoratrici in un’avventura militare, spargendo veleni sciovinisti per esaudire i piani USA e NATO.

L’Ucraina è ormai uno Stato che dipende sempre più dai pacchetti finanziari e militari delle potenze imperialiste occidentali.

Ciò spinge Zelensky a continuare ad oltranza la guerra, provocando l’escalation militare.

Anche dopo la fine della guerra cercherà di mantenere un’alta tensione con la Russia, che potrà sfociare in nuovi conflitti armati.

Zelensky sta posizionando l’Ucraina come un importante attore bellico nell’Europa centrale e persino oltre.

Putin, alle prese con difficoltà economiche, non rimane a guardare e ha più volte evocato scenari in cui l’uso di armi nucleari diverrebbe praticamente inevitabile.

In questo quadro l’UE, oltre  a continuare a impegnarsi militarmente ed economicamente a sostegno di Kiev (3,9 mld. sono stati erogati nei giorni scorsi per produrre droni e sono previsti 28,3 mld. per sistemi senza piloti, munizioni e tecnologia “dual use”), ha formalmente avviato il negoziato per l’adesione dell’Ucraina.

Una decisione politica pericolosissima, foriera di nuove guerre, che conviene ai monopoli del riarmo e della militarizzazione.

La situazione non va sottovalutata. Bisogna continuare a lottare contro la politica bellicista, lavorando per creare un vasto fronte popolare contro gli istigatori di guerra, contro il militarismo e il riarmo, le spese militari e la militarizzazione della società, per la pace, il lavoro e il pane, per le libertà democratiche e la solidarietà internazionale degli operai e dei popoli oppressi.

Un fronte cha va realizzato in ogni paese e a livello internazionale!

Da Scintilla n. 161, luglio 2026

 

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