Venezuela: Contro l’aggressione imperialista e la rinuncia alla sovranità, mobilitazione popolare
Pubblichiamo di seguito un comunicato del PCMLV.
Informiamo che nella X Convenzione della Unidad Popular Revolucionaria Antimperialista (UPRA), che ha visto la convergenza di movimenti e organizzazioni di sinistra e rivoluzionarie di 14 stati federati del paese bolivariano, è stata decisa la costituzione del Coordinamento di Fronti e Organizzazioni Popolari del Venezuela, per affrontare l’imperialismo e la destra, generando un movimento di massa per la trasformazione sociale a favore della grande maggioranza dei venezuelani.
6 settembre 2026
Contro l’aggressione imperialista e la rinuncia alla sovranità, mobilitazione popolare
Ufficio politico del Partito Comunista Marxista-Leninista del Venezuela (PCMLV)
Nel quadro delle grandi contraddizioni interimperialiste e della crisi generale del capitalismo, il blocco imperialista guidato dal governo degli Stati Uniti sta avanzando con decisione verso la fascistizzazione come meccanismo per aumentare lo sfruttamento, cercare di superare la propria crisi e procedere a una nuova ridistribuzione del mondo, intensificando l’appropriazione violenta delle risorse naturali, dei mercati e della forza lavoro di altre nazioni.
È il caso della Repubblica Bolivariana del Venezuela, dove il governo fascista e genocida di Donald Trump ha annunciato la firma di uno storico accordo petrolifero con il governo in carica guidato dalla cittadina Delcy Rodríguez.
Ricordiamo che il 3 gennaio 2026 il popolo venezuelano è stato vittima di un’aggressione militare da parte delle forze armate statunitensi, che ha portato al rapimento del presidente della Repubblica, Nicolás Maduro Moros, e della deputata dell’Assemblea Nazionale, Cilia Flores; nonché all’assassinio di oltre 100 soldati venezuelani e cubani, che hanno assunto la difesa del Presidente e del territorio nazionale in modo dignitoso e coraggioso, adempiendo al proprio dovere, alla Costituzione della Repubblica Bolivariana del Venezuela e alla legge sullo stato di emergenza.
A seguito di questi eventi, il governo fascista e genocida degli Stati Uniti ha imposto un programma volto a favorire in modo generalizzato i propri interessi economici, politici e geostrategici nella regione, con la piena e compiacente collaborazione del governo al potere, che ogni giorno dimostra sempre più, nella forma e nella sostanza, il proprio carattere servile nei confronti degli interessi degli Stati Uniti.
Fatti quali l’istituzione dell’Ambasciata del governo fascista e genocida degli Stati Uniti e del governo sionista omicida di Israele, della CIA e del Comando Sud, le riforme legislative volte ad aggirare la Costituzione della Repubblica Bolivariana del Venezuela, come quelle attuate nella Legge sugli Idrocarburi, nella Legge sulle Miniere, e quelle che si stanno orchestrando, come la riforma della Legge Organica del Lavoro dei lavoratori e della Legge sul Potere Giudiziario, tutte queste imposizioni mirano a fornire all’imperialismo statunitense la “certezza giuridica” che le grandi multinazionali hanno preteso per investire in Venezuela.
L’evento più grave è stato annunciato dal fascista e assassino Donald Trump: uno storico “accordo petrolifero” che consente all’imperialismo statunitense di appropriarsi di 65 miliardi di barili di petrolio provenienti dai giacimenti situati nella fascia petrolifera dell’Orinoco e negli Stati di Zulia, molti dei quali erano oggetto di contratti con altre società.
Esistono numerose argomentazioni e basi per smontare l’illegalità di questo saccheggio petrolifero istituzionalizzato dal governo in carica e, per di più, celebrato come una misura volta a salvare il popolo venezuelano e a condurlo verso lo sviluppo economico e la prosperità per tutti.
Le spiegazioni fornite dal governo responsabile di questo vergognoso atto di ipotecare il futuro dei venezuelani che devono ancora nascere nuotano in un mare di scorrettezze e contraddizioni tipiche di un tirapiedi dell’imperialismo, che cerca di giustificare il proprio tradimento e, peggio ancora, di convincere il popolo venezuelano che si tratti dell’unica politica possibile da adottare.
Allo stesso modo, dobbiamo sottolineare la responsabilità dell’estrema destra fascista rappresentata da María Corina Machado e dai lacchè della cosiddetta Assemblea Nazionale del 2015, in quanto agenti dell’imperialismo statunitense, traditori della patria, che devono essere giudicati per i crimini commessi contro il popolo del Venezuela.
Per gli Stati Uniti si tratta dell’appropriazione delle materie prime e dei superprofitti per contrastare il calo del tasso di profitto e della loro tutela geopolitica sui popoli del mondo. Questo saccheggio del petrolio rafforza il blocco imperialista guidato dal governo statunitense, consentendogli di disporre di risorse sufficienti e di proseguire la sua politica di annientamento e sterminio dei popoli del mondo, come dimostrano i fatti in Palestina, Iran, Libia, Siria, Cuba, Nicaragua, tra gli altri; ma rafforza anche il complesso petrolifero-gasiero e militare-industriale dell’imperialismo di fronte allo sviluppo di fonti energetiche alternative quali l’energia elettrica e quella nucleare.
Questo non è un accordo commerciale, ma la manifestazione del dominio neocoloniale e del saccheggio imperialista a cui stiamo assistendo in Venezuela e nella regione.
Per il popolo venezuelano, il cosiddetto “Accordo sul petrolio” significa cedere a forze straniere il controllo della nostra principale fonte di reddito economico; è l’espropriazione della ricchezza sociale e la perdita assoluta della sovranità nazionale, il cambiamento totale del modello di paese approvato nella Costituzione del 1999 e in un referendum dalla maggioranza assoluta del popolo; è il tradimento dei principi di sovranità e di sviluppo endogeno, con gravi implicazioni di natura politica, economica e sociale dovute alla perdita dell’indipendenza dello Stato e all’istituzionalizzazione dello Stato protetto come comitato amministrativo degli interessi transnazionali; è l’approfondimento del modello di esportazione di materie prime (estrattivismo dipendente) e del trasferimento ineguale di valore che si traduce in una maggiore precarietà e in un super-sfruttamento della classe operaia, nonché in condizioni di vita estremamente precarie per l’intero proletariato nel suo insieme.
Per i popoli dell’America Latina rappresenta una battuta d’arresto di fronte all’imposizione della politica imperialista e della Dottrina Monroe, con la ricolonizzazione e una minaccia all’integrazione regionale.
In questo senso, è imperativo portare avanti una denuncia politica implacabile dell’aggressione imperialista e del saccheggio del petrolio; dobbiamo continuare a promuovere l’organizzazione e la mobilitazione del Fronte Popolare Antimperialista e Antifascista e la coscienza della classe operaia, dei contadini, dei membri delle comunità e di altri settori del proletariato e del movimento popolare e rivoluzionario per la difesa della sovranità e della liberazione nazionale.
Laddove il Fronte Popolare non esiste ancora, è urgente costruirlo per lottare per il recupero e la nazionalizzazione dell’industria petrolifera senza indennizzi e sotto il controllo dei lavoratori.
È importante smontare le argomentazioni avanzate sia dal governo degli Stati Uniti che dal governo al potere in Venezuela:
– Il cosiddetto “vantaggio reciproco” è totalmente falso: il capitale non si sposta per altruismo, ma per la ricerca di superprofitti nella periferia.
– L’errore della “sovranità preservata”: lo Stato agisce come una borghesia venduta quando cede il 55% e si sottomette all’amministrazione del governo statunitense.
– L’illusione del “progresso fiscale”: i 209 miliardi di dollari sono vincolati e controllati dalla potenza straniera, oltre a rappresentare un’elargizione molto misera, di fronte all’accumulazione di capitale da parte delle multinazionali petrolifere. (Meno del 5% dei profitti).
– Il ricatto della crisi strutturale: la crisi è il prodotto della crisi generale del capitalismo e dell’aggressione imperialista; presentare la resa come l’”unica via” è una capitolazione politica.
NO AL SACCHEGGIO DEL PETROLIO DEL VENEZUELA.
NO ALLA RINUNCIA ALLA SOVRANITÀ E PER LA LIBERAZIONE NAZIONALE
ABBASSO GLI YANKEES DI MERDA E I LORO LACCHÈ.
PROMUOVIAMO IL FRONTE POPOLARE ANTIMPERIALISTA E ANTIFASCISTA CON L’UNITÀ DEI LAVORATORI, DEI CONTADINI E DELLE COMUNITÀ.
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